Roma nascosta

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01 Luglio 2020

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B envenuti a Trastevere, una delle più emozionanti e attraenti zone della città eterna, dove, tra vicoletti e balconcini che si affacciano dai palazzi, troverete tantissime curiosità che hanno una storia centenaria. Scoprite nella sezione MONUMENTI tutte le attrattive per rendere il vostro viaggio a Roma non un percorso turistico, ma una passeggiata come un romano farebbe in una qualsiasi domenica dell’anno.

Trastevere è il tredicesimo rione di Roma, indicato con R. XIII, nonché il più esteso. Il nome deriva dal latino trans Tiberim (“al di là del Tevere”), che era già il nome antico della corrispondente regione augustea, perché la città di Roma invece ebbe origine e principale sviluppo nella sponda opposta.

Le curiosità di Trastevere

Non abbiate paura a perdervi per i vicoli del quartiere, quando siete stanchi, alzate il naso e frugate nelle finestre qualche scorcio di soffitti di legno antico, oppure affreschi di colori e icone barocche, già questo ne vale la passeggiata. Scegliendo un monumento particolare potete poi decidere il vostro percorso, ogni volta diverso, perchè ovunque ti giri ce ne è uno nuovo che ti indica un’altra strada. Scendendo le scalette di Piazza Trilussa e attraversando Ponte Sisto, che vi accompagna pigro sull’altra sponda del fiume, vi trovate nel vero Centro Storico e potrete decidere così di passare tra negozi e antiche botteghe per avvicinarvi alla Basilica di S. Pietro oppure attraversare l’Antico Ghetto Ebraico e andare verso il Colosseo. Dovete solo prendere una bussola e scegliere in che direzione perdervi.

Sotto al Colosseo c'è Monti

Il nome deriva dal fatto che con il termine li monti nel Medioevo si intendeva la vasta zona, poco abitata, che comprendeva tre dei sette colli: l’Esquilino, il Viminale, e parte del Quirinale. Oggi l’Esquilino non gli appartiene più, ma il nome è rimasto. Il rione è molto ampio, e urbanisticamente assai composito: si va dalle zone di intensiva urbanizzazione ottocentesca (come quella tra il Viminale e il Quirinale, con asse su via Nazionale, e tutta l’edilizia di via Cavour e via Merulana) e ancor più recente (come quella tra l’Esquilino e il Celio, con asse su via Amba Aradam), al parco archeologico costituito dalla zona Colle OppioColosseoLudus MagnusForo di NervaForo e Mercati di Traiano.

Il furore edilizio del primo quarantennio del regno d’Italia e gli sventramenti fascisti hanno risparmiato tanto la zona della Suburra, di cui i turisti amano molto il “pittoresco”, quanto quello di Trastevere. Particolarmente apprezzata da questo punto di vista e sempre più frequentata, negli ultimi anni, è la zona tra via Nazionale e via Cavour (via del Boschetto, via dei Serpenti, via Panisperna e via Baccina), che per la particolarità delle case d’abitazione, le vie strette, le botteghe artigiane, i negozietti sembra conservare le caratteristiche della Roma ottocentesca. La zona, fitta di trattorie, bar e locali vari, gravita sulla piazzetta della Madonna dei Monti, nei pressi dell’omonima chiesa, che ancora funge anche da centro di aggregazione per i residenti locali e i frequentatori occasionali. Nonostante l’aumento del prezzo degli immobili nel centro storico, il rione ancora oggi è uno dei più popolosi di Roma. Per il resto Monti è un rione in continuo movimento e un’attrazione per migliaia di turisti, con le sue arterie principali, il Colosseo, i Fori Imperiali, le sue torri e i palazzi nobiliari, che lo rendono uno dei rioni più belli e carichi di storia di tutta Roma.

Testaccio detto Monte dei Cocci

Il nome deriva dal cosiddetto “monte” (mons Testaceus): una collina artificiale alta 35 metri formata dai cocci (testae, in latino) e detriti vari, accumulatisi nei secoli come residuo dei trasporti che facevano capo al vicino porto di Ripa grande (Emporium).Il porto dell’Emporio funzionava fin dall’epoca romana, ed era il punto d’approdo delle merci e delle materie prime (prioritariamente marmi, grano, vino) che, arrivate via mare dal porto di Ostia, risalivano il Tevere su chiatte rimorchiate dai bufali che nel 1842 vennero sostituiti con rimorchi a vapore. Nei secoli i cocci delle anfore, che servivano a contenere grano e alimenti liquidi durante il trasporto, si accumularono a montagnola: da qui il nome – antico – di monte Testaccio o Monte dei cocci, e la scelta – moderna – dell’anfora come simbolo del rione. Il numero delle anfore accatastate si stima attorno ai 25 milioni. Le anfore vuote che avevano contenuto soprattutto olio venivano rotte in cocci poi disposti ordinatamente per dare stabilità in piramide a gradoni. Il Rione di Testaccio ospita da anni tantissimi bar e locali notturni, meritandosi cosí il soprannome del “Quartiere della movida romana” anche se ormai la città ha questa caratteristica estesa in tutti gli altri Rioni.

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